L’Ultimate 20

L’Ultimate 20 è un monotipo da regata lungo 6,35 metri disegnato da Jim Antrum nel 1995. È stato costruito da Ultimate Sailboats, Moore Sailboats, Abbott Boats Inc. e W.D. Schock Corp.

Si tratta di un monotipo molto veloce che necessita solo di 2-3 persone di equipaggio. Il gennaker può essere issato, abbattuto e ammainato comodamente dal pozzetto da una sola persona.

L’Ultimate 20 può essere facilmente carrellato grazie alla deriva a baionetta.

Nel 1995 è stata nominata barca dell’anno, certificando le sue ottime qualità: si tratta infatti di una barca davvero economica, divertente e facile da gestire.

L’Ultimate 20 gode di un’associazione di classe tuttora attiva a livello internazionale (www.u20class.org)

Le sue principali concorrenti sono i monotipi intorno ai 22 piedi: il Mono 22, l’UFO 22, lo Zero One Design, l’H22 e il J70.

Trattandosi di una barca abbastanza rara in Italia e con un ottima qualità costruttiva, il suo valore nel mercato dell’usato è mediamente alto e compreso tra gli 8000 e i 12000 euro.

Caratteristiche tecniche:

  • Progetto: Jim Antrum (1995)
  • Lunghezza scafo: 6,35 m
  • Baglio massimo: 2,5 m
  • Pescaggio: 0,23/1,52 m
  • Dislocamento: 570 kg
  • Zavorra: 200 kg
  • Randa: 19 m²
  • Genoa: 9,3 m²
  • Gennaker: 42 m²

L’UFO One Design

L’UFO One Design (UFO OD) è un monotipo da regata progettato nel 1994 dal progettista Umberto Felci per il cantiere Ufo Boats. È la sorella maggiore del più diffuso Ufetto, l’UFO 22.

L’UFO OD si distingue per prestazioni impressionanti sia alle andature più strette che alle andature portanti, in cui plana con facilità. L’albero con 2 ordini di crocette viene regolato anche tramite le volanti.

Sotto il pozzetto è presente un gavone stagno dove riporre il motore fuoribordo.

L’UFO OD è pensata per essere facilmente carrellata grazie alle terrazze e alla pinna che possono essere smontate per il trasporto.

L’associazione di classe è tuttora attiva, soprattutto nell’area di Trieste.

I suoi principali concorrenti sono barche come il MUMM 30, l’Asso 99 o il Melges 32.

La sua valutazione nel mercato dell’usato può variare tra i 6000 e i 10000 euro a seconda di condizioni e dotazioni.

Caratteristiche tecniche

  • Progetto: Umberto Felci (1994)
  • Lunghezza scafo: 7,50 m
  • Baglio massimo: 2,60 m
  • Pescaggio: 1,58 m
  • Dislocamento: 1300 kg
  • Zavorra: 400 kg
  • Randa: 20 m²
  • Genoa: 12,48 m²
  • Spinnaker: 47 m²

L’Asso 99

L’Asso 99 è un monotipo da regata progettato da Ettore Santarelli il cui primo esemplare è stato varato nel 1983. È l’indiscusso re dei monotipi italiani e le sue prestazioni e la sua potenza lo rendono tuttora molto competitivo sui campi di regata.

L’Asso 99 è caratterizzato da linee estremamente eleganti, un piano velico non eccessivo e un peso limitato. Queste caratteristiche la rendono una barca velocissima, anche con aria sostenuta. Risulta però un po’ instabile di poppa con tanto vento e mare formato.

L’equipaggio è composto da 6 persone, di cui tre al trapezio e tre in pozzetto. Queste caratteristiche, unite alle volanti strutturali, la rendono una barca abbastanza impegnativa: non è sempre facile mettere a bordo 6 persone abbastanza esperte per un’uscita…. Inoltre l’elevata lunghezza rendono i costi di stallia e quindi di gestione più elevati di altri monotipi. Sicuramente l’Asso 99 si fa poi presto perdonare queste piccole pecche una volta a bordo, regalando emozioni indescrivibili all’equipaggio.

Il successo del primo Asso 99 varato sul Garda (Spinello di Gian Paolo Pisa) determinò la costruzione di altre barche dello stesso tipo e la necessità a stretto giro di scrivere le regole di classe per competere alla pari. Nei primi anni ottanta infatti i costi dei mitici libera del Garda stavano esplodendo e le regole IOR facevano vincere le regate a tavolino; l’Asso 99 fu la naturale risposta al nascente bisogno di monotipia di quegli anni.

L’Asso 99 è tuttora diffuso soprattutto nei laghi del nord Italia, zona in cui l’attività di classe è tuttora attiva (www.asso99.it). In ogni caso alcuni dei 150 esemplari costruiti si trovano anche in Germania, Ungheria, Svizzera e Austria.

Unica nel suo genere, l’Asso 99 non ha concorrenti diretti. Forse l’unica barca con cui può essere confrontata per prestazioni è l’Ufo OD, sebbene abbia caratteristiche molto diverse. Oppure barche successive come il MUMM 30 o il Melges 32.

L’Asso 99 può essere trasportato su strada tramite un carrello inclinato o un carrello basculante.

La valutazione sul mercato dell’usato può variare tra gli 8000 e i 15000 euro.

Caratteristiche tecniche:

  • Progetto: Ettore Santarelli (1983)
  • Lunghezza scafo: 9,96 m
  • Baglio massimo: 2,92 m
  • Pescaggio: 2,30 m
  • Dislocamento: 1150 kg
  • Zavorra: 325 kg
  • Randa: 40 m²
  • Fiocco: 18 m²
  • Genoa 1: 22 m²
  • Spinnaker: 60 m²

L’H22

L’H22 è un monotipo da regata di 6,70 m disegnato da Rob Humphreys e ottimizzato da Roberto Spata la cui costruzione è stata affidata inizialmente a Lion Yacht (www.lion-yacht.com), cantiere poi acquisito da un gruppo di armatori italiani, che ne hanno portato la costruzione in Italia (www.h22onedesign.com). Costruito in circa 40 esemplari, è diffuso soprattutto nell’area del lago di Como.

Si tratta di una barca in vetroresina facile da gestire e che richiede poca manutenzione. L’elevato peso della zavorra di piombo e carbonio (315 kg) la rendono facile da gestire anche con venti superiori ai 20 nodi. La robustezza (e leggerezza) di timone e bompresso sono garantiti dal carbonio, mentre l’albero è in alluminio.

L’equipaggio, in regata, é di tre persone. Un equipaggio al completo è in grado di alberare e varare la barca in circa un paio di ore di lavoro. E poco di più è necessario per disarmare la barca e prepararla ad un viaggio sul carrello. La barca è infatti facilmente trasportabile su un carrello monoasse. La deriva a baionetta può essere retratta per diminuire il pescaggio e abbassare il baricentro negli spostamenti via terra.

Allo specchio di poppa può essere attaccato un piccolo motore fuoribordo, che viene stivato a bordo durante la navigazione a vela.

Fra i suoi principali concorrenti possiamo considerare: l’Ultimate 20, il Laser SB3 e SB20, l’UFO 22, il Mono 22, lo Zero One Design e il J70. Tutte barche dotate di grandi gennaker che permettono emozionanti planate.

La valutazione sul mercato dell’usato può variare tra i 6000 e i 12000 euro a seconda di anno di produzione, dotazioni e condizioni complessive.

Caratteristiche tecniche:

  • Progetto: Rob Humphreys
  • Lunghezza scafo: 6,7 m
  • Baglio massimo: 2,5 m
  • Dislocamento: 760 kg
  • Zavorra: 315 kg
  • Superficie Velica: 65 m²

Il Mono 22

Il Mono 22 è un monotipo da regata di 6,70 m progettato da Enzo Marolli nel 1997 per il cantiere MVela e costruito in circa 50 esemplari inizialmente diffusi soprattutto nell’area del lago Maggiore. Ne è stata prodotto anche un modello leggermente meno invelato per le scuole vela.

Si tratta di una barca facile da gestire e che richiede poca manutenzione. Le condizioni ideali di utilizzo sono con vento fino a 25 nodi, in quanto è una barca pensata per venti leggeri che può soffrire con vento forte e mare formato.

L’equipaggio, in regata, é di tre o quattro persone. Un equipaggio al completo è in grado di alberare e varare la barca in circa un paio di ore di lavoro. E poco di più è necessario per disarmare la barca e prepararla ad un viaggio via terra. Il Mono 22 è infatti facilmente trasportabile su un carrello monoasse.

La deriva a baionetta può essere retratta tramite una capretta che può essere installata sul boma. La barca non è dotata di candelieri strutturali, ma è possibile montare dei candelieri amovibili per poter partecipare alla Barcolana. La cabina interna è molto sacrificata a tutto vantaggio di un ampio pozzetto e una spiccata vocazione corsaiola. L’albero presenta due ordini di crocette e la randa è di tipo Square Top.

Allo specchio di poppa può essere attaccato un piccolo motore fuoribordo, che viene stivato a bordo durante la navigazione a vela.

Fra i suoi principali concorrenti possiamo considerare: l’Ultimate 20, il Laser SB3 e SB20, l’UFO 22, l’H22 e lo Zero One Design. Tutte barche dotate di grandi gennaker che permettono emozionanti planate.

La valutazione sul mercato dell’usato può variare tra i 7000 e i 10000 euro a seconda delle condizioni e delle dotazioni.

Caratteristiche tecniche:

  • Progetto: Enzo Marolli (1997)
  • Lunghezza scafo: 6,7 m
  • Baglio massimo: 2,44 m
  • Pescaggio: 0,5 m – 1,7 m
  • Dislocamento: 620 kg
  • Zavorra: 230 kg
  • Randa e fiocco: 30 m²
  • Gennaker: 46 m²

L’UFO 22

L’UFO 22 é un monotipo da regata di 6,70 m disegnato da Umberto Felci nel 1998 per UFO Boat. Il progetto nasce per offrire una barca più economica e più facile da gestire rispetto al fratello maggiore, l’UFO OD.

È una barca molto maneggevole e che richiede poca manutenzione. Le condizioni ideali di utilizzo sono con vento fino a 25 nodi, in quanto è una barca pensata per venti leggeri che può soffrire con vento forte e mare formato.

L’equipaggio, in regata, é di tre persone. Un equipaggio al completo è in grado di alberare e varare la barca in circa un paio di ore di lavoro. E poco di più è necessario per disarmare la barca e prepararla ad un viaggio sul carrello. La barca è infatti facilmente trasportabile su un carrello monoasse venduto con l’imbarcazione. Le selle sul carrello possono anche essere alzate per permettere di tenere la barca in posizione più elevata e quindi con il bulbo abbassato. In questo modo sono facilitate le operazioni di varo quando la barca resta alata a terra. Un piccolo argano permette di sollevare la deriva a bulbo e ridurre il pescaggio della barca quando questa è in acqua. Allo specchio di poppa può essere attaccato un piccolo motore fuoribordo, che viene stivato durante la navigazione a vela in un comparto stagno accessibile direttamente dal pozzetto.

Lo spazio sottocoperta è molto limitato e il volume interno è diviso da una paratia che isola gli ambienti in caso di allagamento dello scafo. Lo sportello per entrare sottocoperta si ispira ai Minitransat ed è completamente stagno per garantire l’inaffondabilità.
Lo scafo ha un portello di entrata completamente stagno e di una paratia che divide i volumi interni per garantire l’inaffondabilità.

L’associazione di classe (www.ufo22.org) è molto attiva soprattutto nell’area dei laghi del nord Italia e, in modo particolare, sul lago d’Iseo.

Fra i suoi principali concorrenti possiamo considerare: l’Ultimate 20, il Laser SB3 e SB20, il Mono 22, l’H22, lo Zero One Design e il J70. Tutte barche con una spiccata vocazione corsaiola e dotate di grandi gennaker che permettono emozionanti planate.

La sua valutazione nel mercato dell’usato può variare tra i 6000 e i 12000 euro a seconda di anno di produzione, dotazioni e condizioni generali.

Caratteristiche tecniche:

  • Progetto: Umberto Felci (1998)
  • Lunghezza scafo: 6,6 m
  • Baglio massimo: 2,55 m
  • Pescaggio: 0,5 m – 1,6 m
  • Dislocamento: 700 kg
  • Zavorra: 288kg
  • Randa: 19,2 m²
  • Fiocco: 9,5 m²
  • Gennaker: 50 m²

Il Meteor

Il Meteor è una barca a vela di 6 metri progettata nel 1968 da Van De Stadt, ideale per un equipaggio di 3-4 persone, ma governabile tranquillamente anche in solitario o in coppia.

Originariamente costruita dal cantiere Sipla (che poi diventa Comar) e successivamente dalla Nautica Luino, il Meteor è tuttora prodotto dal cantiere Nautica Lodi (www.nauticalodi.it). La longevità di produzione del Meteor hanno reso questo monotipo probabilmente il più diffuso in Italia.

L’associazione di classe, che riunisce gli armatori appassionati alle regate (www.assometeor.it), è molto attiva. Infatti, ogni anno, è in grado di organizzare diversi eventi che vedono sulla linea di partenza moltissime barche appartenenti alle flotte di tutta Italia. Il campionato italiano, in particolare, supera tranquillamente i 50 partecipanti. Nel caso siate possessori di un vecchio Meteor e vogliate renderlo competitivo in regata, Jago Performance di Walter Jagovich è il principale riferimento per l’ottimizzazione della barca.

Il Meteor non è però solo una barca da regata. La facilità di conduzione e la maneggevolezza, unite alla sicurezza e robustezza, la rendono una barca ideale per passeggiate a vela in famiglia o con gli amici. I 4 posti letto sotto coperta permettono anche piccole crociere e di fare campeggio nautico. Esiste inoltre il Meteor Sport, una versione del Meteor senza tuga e con deriva mobile particolarmente indicata per le scuole vela.

In navigazione soffre con poca aria e riesce a dare il meglio quando il vento cresce un po’.

Grazie alle dimensioni e al peso contenuti, il Meteor è facilmente trasportabile su un carrello ed è trainabile da auto di media cilindrata.

Per l’acquisto di un Meteor usato si parte da un prezzo base di circa 2000 euro, che possono ridursi nel caso la barca abbia delle riparazioni da fare. Chiaramente il prezzo si alza per barche più recenti e accessoriate. Ma il Meteor offre anche l’opportunità di essere noleggiato (www.meteorsharing.it), o acquistato nuovo (www.nauticalodi.it).

Tutte queste caratteristiche la rendono una barca ideale per i principianti che si affacciano per la prima volta al mondo della vela, e anche per chi vuole divertirsi in regate di circolo, ma non disdegna la possibilità di competere in una classe molto agguerrita.

Caratteristiche tecniche:

  • Progetto: Van de Stadt (1968)
  • Lunghezza scafo: 6 m
  • Dislocamento: 770 kg
  • Randa: 9,55 m²
  • Genoa: 12 m² (Fiocco: 8,35 m²)
  • Spinnaker: 26 m²
Piano velico Meteor (Van de Stadt, 1968)